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La BPPB, la prima banca plastic free

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La BPPB, la prima banca plastic free

Per una sana economia, a cominciare dai nostri uffici

La BPPB, la prima banca plastic free

Cambiamo abitudini: diciamo sì al plastic free

Nel 2019 la questione ambientale sta finalmente ricevendo l’attenzione che merita, anche grazie alla piccola Greta. Oggi siamo tutti più consapevoli del cambio di condotta necessario entro il 2030 per evitare danni irreversibili alla vita sulla Terra. Un cambiamento che coinvolge, con azioni piccole e grandi, tutti: governi, imprese, enti e singoli cittadini. La Banca Popolare di Puglia e Basilicata sta cambiando abitudini partendo da un’azione apparentemente piccola, ma in realtà molto efficace: è la prima Banca popolare in Puglia #PlasticFree.

Riciclare non basta

Il nostro Paese riesce a riciclare solo il 20% della plastica prodotta, rimanendo sotto lo standard europeo del 30%. Fare la raccolta differenziata, quindi, non è più sufficiente; bisogna rieducarsi proprio ad usarne meno. È questo il fine della recente direttiva del Parlamento Europeo per limitare il consumo della plastica monouso

Così la BPPB ha deciso di allinearsi a tali standard,  abolendo sin da subito l'utilizzo della plastica monouso durante l'orario di lavoro. 

Le nostre azioni concrete

Per raggiungere l’obiettivo #PlasticFree…

  • sarà donata a tutti i dipendenti una borraccia personalizzata in Tritan, materiale più ecologico di qualsiasi altro polimero sul mercato. Il Tritan, infatti, è privo di Bisfenolo BPA (componente nocivo per la nostra salute) ed è classificato come materiale completamente ecologico e riciclabile.
  • saranno installati 3 erogatori di acqua naturale nelle sedi della Direzione Generale;
  • saranno eliminate le bottiglie di plastica di acqua dai distributori automatici della Direzione Generale;
  • si utilizzeranno solo bottiglie di vetro durante le riunioni interne. 

Benefici diretti per Puglia e Basilicata

Votarsi alla riduzione della plastica non è una scelta casuale, per una banca così legata al proprio territorio come la BPPB: l’economia della Puglia si regge per una grossissima parte sul mare. E al momento la plastica è la minaccia numero uno per il Mediterraneo. Finiscono nelle nostre acque più di 33mila bottiglie di plastica al minuto. E proprio l’area sud-orientale del bacino è quella più colpevole: Italia, Egitto e Turchia immettono da sole ben due terzi di tutta la plastica nel Mediterraneo.

Ma l’impatto non è solo ambientale, è concretamente economico. La plastica in mare causa ai Paesi mediterranei una perdita di 641 milioni di euro l’anno. I settori direttamente colpiti sono - in ordine - il turismo, i trasporti marittimi (merci e passeggeri) e la pesca. Tutte attività chiave dell’economia di Puglia e Basilicata. 

I danni in milioni di € dovuti alla plastica

Il turismo fa crescere di ben un terzo i rifiuti da smaltire durante l’alta stagione, con un costo medio di 1300 euro a tonnellata. Le ordinarie gestioni comunali non riescono a far fronte all’aumento dei volumi, lasciando agli operatori turistici l’onere dello smaltimento rifiuti, causando una perdita netta al settore di 268 milioni di euro all’anno. 

I trasporti marittimi subiscono danni da plastica per collisioni, intasamento del sistema di raffreddamento ed intrappolamento nelle eliche. Ne conseguono ritardi, inattività dei mezzi e manutenzione straordinaria. Anche i porti rischiano l’intasamento delle idrovie a causa della plastica in mare, un disagio che comporta ritardi e costi di pulizia. I danni da inquinamento al settore marittimo ammontano quindi a 235 milioni di euro all’anno. 

Disagi simili sono affrontati anche nella pesca, per cui la plastica costa 138 milioni di collisioni, intasamenti dei motori ed intrappolamenti nelle reti. 

Per noi è solo l’inizio

Prendiamo queste novità nel nostro Istituto come solo l’inizio di un lungo percorso verso l’eco-sostenibilità, fatto di tante azioni quotidiane sempre più grandi. 

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04 luglio 2019