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Le start-up, come evitare delusioni

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Le start-up, come evitare delusioni

Alcuni consigli per non fallire in partenza e creare valore per le comunità

Le start-up, come evitare delusioni

Parliamo di start-up, una nuova azienda con un business model e un potenziale tale da potersi ingrandire rapidamente e determinare non solo valore materiale per sé stessi. Proveremo, pertanto, a dare qui qualche suggerimento e consiglio per far partire con il piede giusto chi sogna di avere successo nel mondo dell’impresa in modo tale da evitare amare delusioni.

IL GRANDE CONFORTO DEI DATI

Quando si legge di boom di start-up si fa riferimento solitamente a quelle innovative. Ovvero, a quelle aziende che offrono beni e servizi ad alto livello tecnologico. Alcuni dei settori economici di questo comparto in forte crescita, e con una presenza significativa sul mercato, sono legati al mondo del software o alla ricerca e sviluppo. 

Al luglio scorso – secondo dati ufficiali (dati InfoCamere) – erano ben 9.396 le startup iscritte nella sezione dedicata del Registro delle Imprese, il 3% di tutte le società di capitali formate nella nostra Penisola negli ultimi 5 anni. Tale incremento si riflette ugualmente nella crescita dei dati occupazionali determinati. Infatti, al 31 marzo 2018, le startup riguardavano 48.965 persone tra soci e lavoratori subordinati.

È bene anche ricordare a proposito dell’iscrizione al Registro delle Imprese che, in Italia, forse più del doppio sono fuori elenco. Quest’ultimo aspetto non è di poco conto. Perché la mancata scelta di formalizzare l’adesione al suddetto Registro preclude molte possibilità. Intanto perché solo alle start-up ufficiali è possibile accedere al Fondo di garanzia introdotto con la Finanziaria 2017. Infatti, lo Stato si fa garante fino all’80 % dei crediti ottenuti dal neo imprenditore e concede sgravi fiscali a chi investe nella nuova azienda.

COSA SIGNIFICA FARE UNA START-UP

È evidente che da subito bisogna avere le idee chiare e ben definiti i passaggi delle operazioni che il potenziale imprenditore vuole condurre. A volte, però, non è sufficiente solo una buona idea. Prima di redire un business plan è importante avere consapevolezza del fatto che l’idea di impresa sia guidata innanzitutto da passione e da dedizione. Bisogna chiedersi se abbiamo un progetto credibile che possa innanzitutto cogliere delle necessità emergenti del mercato e che metta a fuoco delle opportunità possibili per risolvere un problema o ottimizzare le situazioni esistenti.  

ACCORGIMENTI PREVENTIVI 

Bisogna avere chiara l’idea dei costi preventivi e riflettere molto sul target interessato, sul profilo dei competitor e definire i settori di azione e ogni altro dettaglio in fase propedeutica di ideazione. Solo successivamente si può entrare nel merito del business plan, del piano strategico di comunicazione e di marketing per divulgare che cosa la vostra idea possa dare di più rispetto all’esistente sul mercato. Su che cosa si scommette per generare profitto. E proprio in queste momenti di valutazioni basilari vanno evitate le competenze uniche. Quindi sarà di fondamentale importanza costruire una squadra che possa offrire una visione interdisciplinare della progettualità imprenditoriale. Perché è vitale avere a disposizione competenze tecniche di ogni genere.

Per la ricerca dei fondi, ovviamente, sarà necessaria una richiesta di credito, magari insieme al sostegno chiesto anche ad amici, familiari o ai cosiddetti “business angels”, soggetti che mettono a dispozione risorse economiche private, insieme a conoscenze maturate per pregressa esperienza, a livelli manageriali, in altre azienda già di successo.

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10 September 2018